GIANNI PIGNAT
Giro del mondo in 80 fotografie
514° mostra d'arte
A cura di Angelo Bertani
Coordinamento Fulvio Dell'Agnese
Progetto grafico Silvia Pignat
| da sabato 28 marzo a sabato 9 maggio 2026 |
| Galleria Sagittaria Pordenone
INAUGURAZIONE SABATO 28 MARZO 2026, ORE 17.30 |
[...] È una fotografia che rasenta il fiabesco quando ci racconta di maestose figure di pastori in Afghanistan, contenuti da enormi pastrani che ne fanno i metafisici signori del paesaggio, o quando in Africa ci porta al cospetto del re di Bamikelè con la sua corte, sospeso in un’atmosfera quasi felliniana. E c’è spazio anche per sapori di letteratura, quando in Colombia l’incontro è con la sorridente signora Rosa, al bancone di un bazar che non sfigurerebbe nella Macondo di Gabriel Garcia Marquez.
Ma bastano la trama di suture craniche in un ossario, in Cambogia, o gli esili recinti funerari di un’isola-Gulag in Siberia per ricondurre alla crudezza della realtà. È la realtà a cui non si sfugge anche allorché il fotografo è sulle tracce di un altro fotografo: come quando fa suo il tragitto di un ulteriore viaggiatore ottocentesco – non di fantasia, stavolta – che risalì un fiume africano al seguito di chi ne mappava il corso; o come quando, dalla Russia alle Americhe, segue con dedizione i passi di Tina Modotti.[...]
Fulvio Dell'Agnese
Ma bastano la trama di suture craniche in un ossario, in Cambogia, o gli esili recinti funerari di un’isola-Gulag in Siberia per ricondurre alla crudezza della realtà. È la realtà a cui non si sfugge anche allorché il fotografo è sulle tracce di un altro fotografo: come quando fa suo il tragitto di un ulteriore viaggiatore ottocentesco – non di fantasia, stavolta – che risalì un fiume africano al seguito di chi ne mappava il corso; o come quando, dalla Russia alle Americhe, segue con dedizione i passi di Tina Modotti.[...]
Fulvio Dell'Agnese
Gianni Pignat è nato nel 1952. Dopo la laurea in Architettura, ha conseguito il diploma d’Arte applicata e fotografia presso l’Istituto d’Arte di Udine, dove poi ha insegnato fotografia. Ha allestito la sua prima camera oscura a 16 anni, iniziando a lavorare per i giornali locali e durante il periodo universitario per l’Istituto di storia dell’architettura presso lo IUAV di Venezia, realizzando un censimento delle architetture costruttiviste di Mosca.
Fotografo di viaggio, è autore di testo e immagini di cinque libri fotografici: Gracias por venir a Colombia, Herat, Afghanistan, Sudan, Tuol Sleng, Cambogia, Birmania. Nei suoi viaggi ha privilegiato la frequentazione di popolazioni indigene: i pigmei del Camerun, le tribù nomadi tuareg dell’Africa subsahariana, gli yanomami dell’Amazzonia, i dayaki del Borneo, i dani della Nuova Guinea, gli aborigeni australiani, popoli da cui ha appreso molte cose, dal come muoversi in zone ostili alla produzione di oggetti con strumenti molto primitivi. Ha svolto una ricerca documentaria e fotografica su Tina Modotti, consultando archivi pubblici e privati in Russia, Spagna, Germania, Messico e Cuba. Ha collaborato alla realizzazione di documentari per la televisione francese: Une petite pierre, Que viva Tina e Goli Otok. Diverse sue opere grafiche e fotografiche sono state utilizzate per copertine di libri e manifesti.
Fotografo di viaggio, è autore di testo e immagini di cinque libri fotografici: Gracias por venir a Colombia, Herat, Afghanistan, Sudan, Tuol Sleng, Cambogia, Birmania. Nei suoi viaggi ha privilegiato la frequentazione di popolazioni indigene: i pigmei del Camerun, le tribù nomadi tuareg dell’Africa subsahariana, gli yanomami dell’Amazzonia, i dayaki del Borneo, i dani della Nuova Guinea, gli aborigeni australiani, popoli da cui ha appreso molte cose, dal come muoversi in zone ostili alla produzione di oggetti con strumenti molto primitivi. Ha svolto una ricerca documentaria e fotografica su Tina Modotti, consultando archivi pubblici e privati in Russia, Spagna, Germania, Messico e Cuba. Ha collaborato alla realizzazione di documentari per la televisione francese: Une petite pierre, Que viva Tina e Goli Otok. Diverse sue opere grafiche e fotografiche sono state utilizzate per copertine di libri e manifesti.
da sabato 28 marzo al 9 maggio 2026, dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 19.00, con ingresso gratuito. chiuso il 3, 4, 6 e 25 aprile e 1 maggio. imperdibile percorso fotografico anche con visite guidate per singoli e gruppi. fuori orario inviando mail a cicp@centroculturapordenone.it











