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Storie nella Storia del '900

Per "Memoria, Consapevolezza, Responsabilità"
Tredicesimo ciclo della serie “Narratori d’Europa”
Incontri dell’Istituto Regionale di Studi Europei del Friuli Venezia Giulia

dal 25 gennaio al 16 febbraio 2021
In diretta streaming

PROGRAMMA

Presentazione critica con approfondimenti multimediali e lettura di testi, a cura di Stefania Savocco docente di Lettere nelle Scuole Superiori
LUNedì 25 gennaio 2021 › 15.30
ANIME BALTICHE di Jan Brokken
Anime baltiche, Iperborea 2014. Traduzione dal nederlandese di Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo. Titolo originale Baltische zielen, Atlas 2010.
Presentazione critica con approfondimenti multimediali e lettura di testi di Stefania Savocco


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Anime baltiche

Mark Rothko, Hannah Arendt, Romain Gary, Gidon Kremer. C’è un legame sotterraneo tra alcuni grandi nomi della cultura mondiale: i paesi baltici dove sono nati e la cui anima li ha accompagnati nella fuga oltre confine. È sulle tracce di quest’anima che Jan Brokken attraversa Lettonia, Lituania ed Estonia ricostruendo le vite straordinarie di personaggi celebri e persone comuni, per riscoprire la vitalità di una terra da sempre invasa e contesa, dove la violenza della Storia è stata combattuta con l’arte, la poesia e la musica. Tra i palazzi Jugendstil di Riga e le mura di Tallinn, tra i vicoli ebraici di Vilnius, i castelli della Curlandia e la Königsberg di Kant, oggi Kaliningrad, rivivono i film di Ejzenstejn, che si unì ai bolscevichi contro il padre zarista per ritrovarsi come lui chiuso in un’ossessione di grandezza; le mille vite di Romain Gary, che nella letteratura trovò rifugio dai campi nazisti senza mai riuscire a perdonarsi di essere un sopravvissuto; quella frattura che attraversa tutte le tele di Rothko, strappato dai rossi tramonti della sua Daugavpils; ma anche la Rivoluzione cantata della giovane Loreta contro i carri armati sovietici, o la segreta diaspora dei baroni baltici, tra cui la moglie di Tomasi di Lampedusa, prima psicanalista donna in Italia. Un romanzo per capire il XX secolo, perché “viaggiare, insieme a leggere e ascoltare, è la via più breve per arrivare a se stessi”.

Jan Brokken scrittore e viaggiatore olandese, noto per la capacità di raccontare le vite di personaggi fuori dal comune e i grandi protagonisti del mondo letterario e musicale, ha pubblicato numerosi libri che la stampa ha avvicinato a Graham Greene e Bruce Chatwin, come Jungle Rudy, il suo primo successo internazionale. Iperborea ha inoltre pubblicato Nella casa del pianista, sulla vita di Youri Egorov, Il giardino dei cosacchi, sul periodo siberiano di Dostoevskij, il bestseller Anime baltiche, viaggio in un cruciale ma dimenticato pezzo d’Europa, Bagliori a San Pietroburgo, dedicato alla grande città della musica e della poesia russa, e I Giusti, reportage sull’operazione di salvataggio del 1940 che coinvolse più di ottomila ebrei.

 
Martedì 2 FEBBRaio 2021 › 15.30
PATRIA di Fernando Aramburu
Patria, Guanda Editore 2016. Traduzione dallo spagnolo di Bruno Arpaia. Titolo originale Patria, Tusquets Editores, Barcelona 2016.
Presentazione critica con approfondimenti multimediali e lettura di testi a cura di Stefania Savocco

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Patria

Due famiglie legate a doppio filo, quelle di Joxian e del Txato, cresciuti entrambi nello stesso paesino alle porte di San Sebastián, vicini di casa, inseparabili nelle serate all’osteria e nelle domeniche in bicicletta. E anche le loro mogli, Miren e Bittori, erano legate da una solida amicizia, così come i loro figli, compagni di giochi e di studi tra gli anni Settanta e Ottanta.
Ma poi un evento tragico ha scavato un cratere nelle loro vite, spezzate per sempre in un prima e un dopo: il Txato, con la sua impresa di trasporti, è stato preso di mira dall’ETA, e dopo una serie di messaggi intimidatori a cui ha testardamente rifiutato di piegarsi, è caduto vittima di un attentato... Bittori se n’è andata, non riuscendo più a vivere nel posto in cui le hanno ammazzato il marito, il posto in cui la sua presenza non è più gradita, perché le vittime danno fastidio. Anche a quelli che un tempo si proclamavano amici. Anche a quei vicini di casa che sono forse i genitori, il fratello, la sorella di un assassino.
Passano gli anni, ma Bittori non rinuncia a pretendere la verità e a farsi chiedere perdono, a cercare la via verso una riconciliazione necessaria non solo per lei, ma per tutte le persone coinvolte.
Con la forza della letteratura, Fernando Aramburu ha saputo raccontare una comunità lacerata dal fanatismo, e allo stesso tempo scrivere una storia di gente comune, di affetti, di amicizie, di sentimenti feriti: un romanzo da accostare ai grandi modelli narrativi che hanno fatto dell’universo famiglia il fulcro morale, il centro vitale della loro trama.

Fernando Aramburu nato a San Sebastián nel 1959, ha studiato Filologia ispanica all’Università di Saragozza e negli anni Novanta si è trasferito in Germania per insegnare spagnolo. Dal 2009 ha abbandonato la docenza per dedicarsi alla scrittura e alle collaborazioni giornalistiche. Ha pubblicato romanzi e raccolte di racconti, che sono stati tradotti in diverse lingue. Patria, uscito in Spagna nel settembre 2016, ha avuto un successo eccezionale e ottenuto, tra gli altri, il Premio de la Crítica. Pubblicato da Guanda nel 2017, ha conquistato anche i lettori e la critica italiani e nel 2018 ha vinto il Premio Strega Europeo e il Premio Letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Per Guanda sono usciti inoltre, nel 2018, il romanzo Anni lenti, e nel 2019 i racconti di Dopo le fiamme e la favola Mariluz e le sue strane avventure.

 

Martedì 9 febbraio 2021 › 15.30
L'OTTAVA VITA (PER BRILKA) di Nino Haratischwili
L’ottava vita (per Brilka), Marsilio Editore 2020. Traduzione dal tedesco di Giovanna Agabio. Titolo originale Das achte Leben (Für Brilka), Frankfurter Verlagsanstalt, Frankfurt 2014.
Presentazione critica con approfondimenti multimediali e lettura di testi a cura di Stefania Savocco

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Ottava vita

La famiglia Jashi deve la sua fortuna (e la sua sfortuna) a una preziosa ricetta per una cioccolata calda molto speciale, destinata a essere tramandata di generazione in generazione con una certa solennità. Gli ingredienti vanno maneggiati con cura, perché quella bevanda deliziosa può regalare l’estasi, ma porta con sé anche un retrogusto amaro... Al tempo degli ultimi zar, Stasia apprende i segreti della preparazione dal padre e li custodisce nel lungo viaggio che, da una cittadina non lontana da Tbilisi, in Georgia, la porta a San Pietroburgo sulle tracce del marito, il tenente bianco-rosso arruolatosi pochi giorni dopo le nozze. È convinta che quella ricetta, come un amuleto, possa curare le ferite, evitare le tragedie e garantire alla sua famiglia la felicità. Ma allo scoppio della Rivoluzione d’ottobre, quando il destino della stirpe degli Jashi cambierà per sempre, capirà che si sbagliava. Tra passioni e violenze, incontri, fughe e ritorni, sei generazioni e sette donne – da Stasia, nata nel 1900, a Brilka, che vedrà la luce nel 1993 – attraversano l’Europa, da est a ovest, fino all’inizio del nuovo millennio, inseguendo i propri sogni e arrendendosi solo alla Storia. Alla ricerca del proprio posto nel mondo, le discendenti del famoso fabbricante di cioccolato percorrono il “secolo rosso”, dando vita a una saga familiare avventurosa e tragica, romantica e crudele, in cui per il lettore sarà dolcissimo perdersi, e ritrovarsi.

Nino Haratischwili è nata a Tbilisi nel 1983 e oggi vive a Berlino. Scrittrice, drammaturga, regista teatrale, già due volte finalista al Deutscher Buchpreis, il più prestigioso premio letterario tedesco, con L’ottava vita ha scalato le classifiche di mezza Europa e ottenuto importanti riconoscimenti, tra i quali l’English Pen Award e conquistando la critica all’unanimità.

 

Martedì 16 FEBBRAIo 2021 › 15.30
EUGENIA di Lionel Duroy
Eugenia, Fazi Editore 2018. Traduzione dal francese di Silvia Turato. Titolo originale Eugenia, Éditions Robert Laffont, Paris 2018.
Presentazione critica con approfondimenti multimediali e lettura di testi a cura di Stefania Savocco

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Eugenia

Eugenia è cresciuta a Iasi, centro culturale cosmopolita e raffinato, dove però, così come nel resto della Romania degli anni Trenta, gli ebrei iniziano a essere malvisti. Lo stesso accade nella famiglia di questa giovane studentessa di Lettere: sia i genitori che il fratello maggiore di Eugenia si lasciano contagiare dai pregiudizi razziali. Quando lo scrittore ebreo Mihail Sebastian, invitato per una conferenza all’università, viene violentemente aggredito da alcuni militanti di estrema destra, soltanto la ragazza si schiera in sua difesa; colpita da un’improvvisa presa di coscienza, che le apre gli occhi di fronte al pericoloso espandersi dell’odio razziale, si trasferisce a Bucarest, dove ritrova Mihail e finisce per innamorarsene. Mentre il malinconico scrittore, impegnato a confrontarsi con il suo ruolo di intellettuale nel contesto dell’antisemitismo crescente, è esposto a rischi sempre maggiori, Eugenia è determinata a opporsi alla barbarie e a difendere i suoi ideali di libertà: cercando di sopravvivere in un paese sconvolto dalla guerra arriverà a comprendere che l’unico modo per combattere il male è ricercarne l’origine.
Sullo sfondo di una nazione contraddittoria e affascinante, questo romanzo vede intrecciarsi magistralmente la grande storia del secondo conflitto mondiale e le vicende intime dei suoi personaggi. Traendo ispirazione dalle voci degli intellettuali che animarono la scena culturale dell’epoca, in particolare quella del brillante scrittore romeno Mihail Sebastian, Lionel Duroy firma un libro appassionante e profondo: accuratissimo nella ricostruzione storica, al tempo stesso Eugenia invita il lettore a porsi gli stessi interrogativi che qui animano la riflessione sull’origine del male portata avanti dalla protagonista, riflessione oggi più che mai necessaria.

Lionel Duroy de Suduiraut è uno scrittore e giornalista francese nato a Biserta (Tunisia) da una famiglia di origine aristocratica decaduta che condivideva a lungo idee di estrema destra. La sua giovinezza in questo ambiente è stata il terreno fertile per molti dei suoi romanzi. Giornalista, è stato reporter per il quotidiano Liberation. Con il romanzo Eugenia ha ottenuto il premio Anaïs Nin 2019.

 

Ci sono terre d’Europa silenziose, di cui non sentiamo spesso parlare perché oscurate geograficamente dai Paesi scandinavi e dalla vicina Russia o mediaticamente dalla Germania di Angela Merkel e dalla Francia di Emmanuel Macron.
Sono le Repubbliche baltiche o EstLaLia, Estonia, Lettonia e Lituania, scrigno di tesori architettonici che mixano gotico e liberty e di luoghi maestosi ed incantati che hanno custodito vite straordinarie, sulle cui tracce si è posto per esempio un giornalista olandese, Jan Brokken, con il suo romanzo Anime baltiche: per lui, emulo di Chatwin, «viaggiare, insieme a leggere e ascoltare, è sempre la via più utile e più breve per arrivare a se stessi». Così, per il tredicesimo ciclo della serie Narratori d’Europa dell’Istituto Regionale Studi Europei del Friuli Venezia Giulia, lo abbiamo scelto per farci da guida tra le strade di Riga, dove Janis Rose fondò un’importante casa editrice nel 1914, contribuendo al risveglio culturale di un paese che si sarebbe di lì a poco liberato dal giogo zarista; o nelle piazze di Vilnius, dove i carri armati sovietici uccisero chi, come Loreta Asanaviciute, rifiutava di cantare in una lingua che fosse imposta e non la propria; o nell’auditorium di Tallinn, dove il compositore estone Arvo Pärt condusse una rivoluzione non armata, ma fatta di un’esplosione di voci, attraverso le parole del suo “Credo”.
In Patria di Fernando Aramburu, premio Strega Europeo 2018, scopriremo invece i Paesi baschi – Euskadi, nella loro lingua – e ci immergeremo nella storia di un’amicizia finita ai tempi dell’Eta. Ma non sarà solo una vicenda di terrorismo che guarda alle ragioni delle vittime come a quelle dei carnefici, bensì, soprattutto, un ammonimento a valutare come le seduzioni separatiste e le tentazioni a rivendicare una propria identità sulla base di presunte istanze libertarie siano sempre vive in un’Europa che pure nelle sue radici – il Manifesto di Ventotene del 1941 – sognava il superamento dell’orizzonte nazionale.
Nino Haratischwili e L’ottava vita (per Brilka) ci consentirà di conoscere poi “il paese che, con i suoi abitanti, promuove qualità amabili come la sacra ospitalità e meno amabili come pigrizia, opportunismo e conformismo”, la Georgia, un tempo la Colchide della maga Medea, che nel racconto ha la sua moderna pozione in una cioccolata seducente e ferale, la cui ricetta segreta passa di generazione in generazione all’interno della famiglia Jaschi, nella quale risaltano, a partire dall’epoca di Stalin, soprattutto figure femminili destinate a vivere sospese fra Asia ed Europa, le antagoniste che Eschilo associava rispettivamente a dispotismo e libertà.
Con Lionel Duroy, già reporter per il quotidiano Libération, andremo infine a Bucarest e a Iasi, nelle città dove gli ebrei ci appariranno considerati ladri e ingannatori perché insediatisi in posti che si sarebbero voluti riservati ai romeni. Eugenia del premio Anaïs Nin 2019 è un libro sul pregiudizio che insinua un sospetto inquietante: che l’assuefazione all’opinione comune discriminante sia condizione che si respira anche nella normalità prosaica di una famiglia apparentemente perbene e che i regimi autoritari si impongano laddove vi siano omertà, occhi bassi e ignavia. La protagonista di Duroy a un certo punto dichiara: «non posso sopportare l’idea di dimenticare […] Dimenticare la nostra disumanità, con la scusa che la Storia si è improvvisamente rovesciata e che di sicuro non succederà più. Non succederà più che uccideremo gli ebrei perché sono ebrei e gli zingari perché sono zingari, e così via. Vorrei tanto crederci, ma sono cose davvero successe, e sotto ai nostri occhi».
I libri allora, questi libri di luoghi a volte in ombra o di vicende dimesse e antieroiche, sono assolutamente necessari. Sono un avvertimento. Un richiamo ai tre pilastri su cui fondare il futuro che auspichiamo, quello del “non succederà più”: memoria, coscienza e responsabilità. Perché ricordare è certo prendere atto pronunciando a voce chiara e a se stessi, ma anche assumersi il peso degli eventi. E non lasciarlo a qualcun altro per indifferenza o perché crediamo che la Storia sia qualcosa cui assisteremo da spettatori, ma non ci toccherà mai in prima persona. Stefania Savocco  
Gli incontri si svolgeranno in DIRETTA STREAMING nelle date indicate, e saranno visualizzabili dal giorno successivo su questa pagina e sul canale YouTube Cultura Pordenone.

LA REGISTRAZIONE È GRATUITA e aperta a tutti

Gli studenti delle Scuole Superiori del Friuli Venezia Giulia che intendono partecipare al progetto IRSE "Memoria Consapevolezza Responsabilità” in cui è inserita anche questa serie di incontri possono consultare QUI IL Kit Studenti

Le quattro lezioni sono inserite come Progetto dell’IRSE anche all’interno del calendario Università della Terza Età di Pordenone 2020/21.

 

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Centro Culturale Casa A. Zanussi Pordenone – Via Concordia, 7 – Pordenone
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