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PREMIO DEL CENTRO INIZIATIVE CULTURALI PORDENONE IN RICORDO DI GUIDO CECERE, DOCENTE DI FOTOGRAFIA, PER IL SUO GRANDE CONTRIBUTO NELL’AMBITO DELLA COMMISSIONE DEL CONCORSO - Sezione Università

Francesco Furesi e Chenxi Li di Milano, Accademia di Belle Arti di Brera - Nuove Tecnologie dell’Arte

Una romantica cena a due, ambientata in un astratto ristorante stellato, regredisce grado a grado in una forma di frenesia alimentare che ha poco di umano. Tuttavia nel video, costruito in modo impeccabile come un apologo, l’avidità di cibo sta evidentemente per ogni altra forma di avidità, che trasforma gli uomini in atavici lupi famelici, aggressivi, mai sazi, distruttivi.
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“La terra provvede a soddisfare abbastanza le necessità di ogni uomo, ma non l’ingordigia di ciascuno”, disse Gandhi: questo è il punto di partenza di quest’opera, che prende in considerazione proprio una necessità primaria dell’uomo e della donna, quella di mangiare, senz’altro una metafora di ogni desiderio umano. Una tavola apparecchiata in modo signorile accoglie una lei e un lui giovani e belli, agghindati con una certa sobria eleganza: è un primo appuntamento, nel quale la consumazione del cibo sostituisce le parole. Ci sono sguardi, sorrisi, ma non parole, solo pietanze che arrivano, in piccole dosi, in modo sempre più veloce. Sullo sfondo solo il rumore delle posate e del vino stappato e versato. La coppia risponde all’arrivo di piatti presentati in modo raffinato in maniera sempre più vorace, finché la consumazione diventa un rituale selvaggio: dall’uso delle posate si passa al portare alla bocca gli alimenti con le mani, che diventano il mezzo scomposto e primitivo con il quale la coppia comunica la propria voracità sempre crescente. Non solo il cibo che viene presentato è accettato senza che si arrivi alla sazietà, ma acquista il tono di una sfida a chi si spinge più in là in un mangiare che diventa sempre più voracità, ingordigia, frenesia. Alla fine la bellezza non è più tale, si trasfigura in volgarità, l’eleganza iniziale si imbarbarisce e la tavola stessa simboleggia il cambiamento negativo che la scena subisce: la tovaglia è piena di macchie, gli abiti dell’uomo e della donna sono ridotti ad una tavolozza di spruzzi e chiazze di cibo afferrato in modo scomposto: una metafora della loro anima che non si accontenta mai di ciò che la sorte può offrire durante la vita?


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