1976: anatomia di un sisma
| da venerdì 30 ottobre a venerdì 27 novembre 2026 |
Walter Tomada docente di lettere e scrittore
[ 3 incontri › 6 ore ]
1. Venerdì 30 ottobre 2026 › 15.30
Dopo il 6 maggio, distruzione e resistenza
2. Venerdì 13 novembre 2026 › 15.30
Le scosse di settembre, dall’esodo alla ripartenza
3. Venerdì 27 novembre 2026 › 15.30
L’occhio dei politici, dei preti, degli intellettuali
I terremoti che nel 1976 sconvolsero il Friuli misero alla prova l’identità di una terra e di un popolo. 990 morti, 2600 feriti, 18 mila case distrutte: i numeri della catastrofe danno il segno della forza e della determinazione che, sostenuta da enormi aiuti nazionali e internazionali, ha permesso alla gente di questa regione di rimettere in piedi fabbriche, case, scuole, infrastrutture nel giro di soli dieci anni. Il cosiddetto “Modello Friuli” è il riflesso del radicamento delle comunità al territorio e della volontà di ricostruire il Friuli “dov’era, com’era”, processo a cui ogni componente della società friulana concorse in modo fattivo. Eppure a distanza di 50 anni quell’evento resta dentro chi lo ha vissuto come un marchio: La faglia dentro che Walter Tomada analizza nel suo libro per Edizioni Biblioteca dell’Immagine, e che è l’oggetto dei tre approfondimenti di questo corso. Dal momento iniziale dopo il 6 maggio, con il disorientamento, i soccorsi e l’auto organizzazione, le tensioni e le polemiche; fino allo shock delle scosse di settembre, che sembravano aver cancellato ogni speranza, portando migliaia di friulani all’esodo. Infine, una collezione di riflessioni sui protagonisti che nella politica, nella Chiesa e nel mondo intellettuale hanno riflettuto sugli aspetti della sciagura e della ricostruzione più completa, veloce ed onesta di sempre, ma anche sulle sue ripercussioni su una società che ne è stata molto cambiata.







