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Programma concerti. XXIII Festival Internazionale Musica Sacra

da venerdì 31 ottobre a domenica 30 novembre 2014
Duomo Concattedrale San Marco Pordenone
Auditorium Centro Culturale Casa A. Zanussi Pordenone

Venerdì 31 ottobre 2014 ore 20.45

Duomo Concattedrale San Marco
OTTETTO SLOVENO
Vladimir Čadež, Rajko Meserko, Marjan Trček
Janez Triler, Jože Vidic, Darko Vidic
Janko Volčanšek, Matej Voje
musiche di J. Gallus, H. L. Hassler, F. Poulenc, V. Miškinis, M. Lauridsen, A. Pärt

Le più grandi pagine della polifonia tardo-rinascimentale a confronto con quelle dei maggiori compositori per coro del Novecento. Le voci di uno dei più prestigiosi complessi vocali da camera europei, da 60 anni sulla scena internazionale.

 

domenica 16 novembre 2014 ore 20.45
Duomo Concattedrale San Marco
CARLO TEODORO violoncello
GERMANO SCURTI bayan
Il nuovo, l’antico
musiche di J. S. Bach, S. Gubajdulina, A. Pärt

L’accostamento insolito di due strumenti fascinosi, porta alla riscoperta o alla reinvenzione di un repertorio importante dedicato alla ricerca spirituale. Teodoro e Scurti, virtuosi del loro strumento e veri specialisti della musica d’oggi, indagano l’antico, il corale luterano rivisto da Bach, e guardano alla contemporaneità di compositori tra i più originali del nostro tempo, entrambi caratterizzati da una forte, a volte straziante, tensione spirituale nella loro musica e nella loro ricerca interiore.


domenica 23 novembre 2014 ore 20.45

Duomo Concattedrale San Marco
OFFICIUM CONSORT
Walter Testolin e Alessandro Drigo, direttori
La scrittura per doppio coro a 4 secoli di distanza
Orlando di Lasso “Missa Super Osculetur me”
Frank Martin “Messa a doppio coro”

Antico e moderno si abbracciano idealmente in questo nuovo progetto dell’Officium Consort, dove si mettono a confronto due stili di scrittura per doppio coro distanti tra loro la bellezza di quattro secoli: il forte contrasto che si crea dalla contrapposizione di una forma estremamente lineare e distesa (Orlando di Lasso) con una scrittura dove le armonie moderne sono abbinate a continui cambi di tempo (Frank Martin). L’Officium Consort si avvarrà della collaborazione di uno dei più importanti e riconosciuti interpreti della musica antica, a livello nazionale ed internazionale: il maestro Walter Testolin.


domenica 30 novembre 2014 ore 11.00

Auditorium Centro Culturale Casa A. Zanussi
QUARTETTO D’ARCHI
DELLA RADIOTELEVISIONE ALBANESE

Blerta Ristani Jakova, violino
Alma Seferaj, violino
Albana Kola Axha, viola
Aristidh Prosi, violoncello
musiche di L. van Beethoven, D. Shostakovich

Il Quartetto op. 132 di Beethoven, con il suo terzo movimento “Canto di ringraziamento alla divinità” è un sublime esempio di “religiosità profana”, momento ascetico in cui la Musica non può che avvicinare l’Uomo a Dio. E invece l’Ottavo Quartetto di Shostakovich, dedicato “alle vittime del fascismo e della Guerra”, è un commosso e tormentato gesto di ripudio universale della violenza e di ogni genere di conflitto tra i popoli.
Il Quartetto d’archi della RTV di Tirana, al di là dell’eccellenza artistica dei suoi componenti, è anche simbolo di una Nazione che sta rinascendo dopo essere passata attraverso gli orrori di una dittatura difficile da dimenticare.


Nella ricerca di un confronto tra nuovo e antico, questa edizione del festival propone da un lato alcuni capolavori della tradizione musicale europea rinascimentale e barocca, dall’altro una panoramica della produzione contemporanea (il Novecento storico, fino ai giorni nostri) sempre nel segno di un linguaggio che si ispira alla spiritualità quando non addirittura alla stessa forma musicale sacra.
A creare questo trait-d’union, questo abbraccio ideale tra composizioni scritte anche a molti secoli di distanza, sono a volte l’utilizzo della stessa forma (la Messa, il Quartetto), a volte la dichiarata volontà da parte dei compositori del nostro tempo di ispirarsi a quella spiritualità antica, ripescando stilemi compositivi arcaicizzanti e rinunciando spesso ad una velleità sperimentalistica fine a se stessa.
Ne risulta un vero atto d’amore verso la grande Tradizione musicale occidentale, un flusso ininterrotto che ha portato a noi oggi infiniti capolavori e antichi saperi, che noi abbiamo la responsabilità di conservare e tramandare: per conoscere e studiare le nostre radici e per un continuo confronto con la nostra storia, dalla quale trarre la forza per cercare sempre nuove vie.
Ancora una volta, nei concerti proposti è la voce la protagonista di questa lode, ora nell’organico cameristico dell’ottetto (lo straordinario Slovenski Oktet), ora nella formazione più maestosa del coro (il raffinato progetto dell’Officium Consort).
Ma è anche il violoncello chiamato a cimentarsi con questa volontà di “cantare”: ora la mistica perfezione matematica della scrittura bachiana, ora la straziante disperazione di due tra le molte artiste che furono dissidenti nell’ex URSS (Gubajdulina e Firsova) in brani che si ispirano al simbolo della Croce, ora la mistica essenzialità della scrittura di Arvo Pärt, antesignano di uno stile compositivo contemporaneo che guarda all’antico.
Infine, il confronto tra titani, Beethoven e Shostakovich, con due quartetti che presentano motivi di interesse in questo contesto specifico. Il Quartetto op.132 di Beethoven, al cui centro si colloca uno dei momenti più visionari, intriso di religiosità
e sobria contemplazione della vita, quasi un solenne inno ecclesiastico; ed il n.8 di Shostakovich, altrettanto enigmatico ma in chiave tragica, dedicato “alle vittime del fascismo e della guerra”, con richiami velati alla sofferenza del popolo ebraico.
Franco Calabretto, Eddi De Nadai

Rassegna stampa

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