PROGRAMMA
CERVELLI PLASTICI
L'evoluzione della mente dall'infanzia alla terza età
| AFFASCINATI DAL CERVELLO / 19ª EDIZIONE
1, 8, 15, 22 ottobre 2026 Auditorium Casa Zanussi, Pordenone |
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Giovedì 1 ottobre 2026, ore 17.30-19.00
PICCOLI CERVELLI CRESCONO
Come relazioni, parole e carezze modulano
lo sviluppo del cervello nei primi anni di vita
Nei primi anni di vita il cervello attraversa una fase di straordinaria plasticità, durante la quale esperienze, relazioni e ambiente contribuiscono a modellarne lo sviluppo. Ma questo processo comincia ben prima di pronunciare le prime parole e di muovere i primi passi: fin dai primi momenti di vita, il bambino è immerso in un ambiente profondamente sociale e multisensoriale. Una voce familiare, uno sguardo, una carezza, una parola pronunciata con dolcezza: il cervello del neonato è già predisposto a cogliere e integrare questi segnali e, attraverso le interazioni quotidiane con genitori, nonni e altre figure di riferimento, impara progressivamente a conoscere se stesso, gli altri e il mondo che lo circonda.
Parleremo del ruolo del contatto affettivo, delle interazioni sociali e dell'esperienza linguistica, mostrando come corpo, relazioni e linguaggio si intrecciano nel porre le basi dello sviluppo cognitivo, linguistico e socio-affettivo. Per comprendere come le relazioni non costituiscano semplicemente lo sfondo della crescita, ma siano parte integrante dell'ambiente biologico e sociale attraverso cui il cervello in via di sviluppo prende forma.
MARCELLO TURCONI, neuroscienziato e divulgatore scientifico, in dialogo con
Letizia Della Longa, ricercatrice in neuroscienze dello sviluppo presso il dipartimento di Psicologia dello sviluppo e della socializzazione dell’Università di Padova. La sua attività di ricerca si concentra sullo sviluppo socio-affettivo, sulla percezione multisensoriale del corpo e sul tocco affettivo nella prima infanzia e lungo l’intero arco della vita. Attraverso metodologie comportamentali, psicofisiologiche e di neuroimaging, studia come il contatto interpersonale e le esperienze corporee contribuiscono allo sviluppo dell’autoregolazione, della rappresentazione di sé e della cognizione sociale.
Gaia Lucarini, ricercatrice post-doc in neuroscienze dello sviluppo presso il dipartimento di Psicologia dello sviluppo e della socializzazione dell’Università di Padova. Logopedista e linguista di formazione, lavora sullo sviluppo del linguaggio nei primi anni di vita in bambini a sviluppo tipico e con ipoacusia utilizzando tecniche comportamentali e di neuroimaging.
A seguire dibattito con interventi liberi da parte del pubblico.
Parleremo del ruolo del contatto affettivo, delle interazioni sociali e dell'esperienza linguistica, mostrando come corpo, relazioni e linguaggio si intrecciano nel porre le basi dello sviluppo cognitivo, linguistico e socio-affettivo. Per comprendere come le relazioni non costituiscano semplicemente lo sfondo della crescita, ma siano parte integrante dell'ambiente biologico e sociale attraverso cui il cervello in via di sviluppo prende forma.
MARCELLO TURCONI, neuroscienziato e divulgatore scientifico, in dialogo con
Letizia Della Longa, ricercatrice in neuroscienze dello sviluppo presso il dipartimento di Psicologia dello sviluppo e della socializzazione dell’Università di Padova. La sua attività di ricerca si concentra sullo sviluppo socio-affettivo, sulla percezione multisensoriale del corpo e sul tocco affettivo nella prima infanzia e lungo l’intero arco della vita. Attraverso metodologie comportamentali, psicofisiologiche e di neuroimaging, studia come il contatto interpersonale e le esperienze corporee contribuiscono allo sviluppo dell’autoregolazione, della rappresentazione di sé e della cognizione sociale.
Gaia Lucarini, ricercatrice post-doc in neuroscienze dello sviluppo presso il dipartimento di Psicologia dello sviluppo e della socializzazione dell’Università di Padova. Logopedista e linguista di formazione, lavora sullo sviluppo del linguaggio nei primi anni di vita in bambini a sviluppo tipico e con ipoacusia utilizzando tecniche comportamentali e di neuroimaging.
A seguire dibattito con interventi liberi da parte del pubblico.
Giovedì 8 ottobre 2026, ore 10.00-11.30
CERVELLI IN CANTIERE
L’adolescenza tra neuroscienza e psicologia
Perché un(a) adolescente cerca il rischio più di un adulto? Perché il giudizio degli amici può pesare, in certi momenti, più di quello dei genitori? E perché alzarsi presto la mattina sembra, per molti adolescenti, un'impresa quasi impossibile? Racconteremo innanzitutto, dal punto di vista neurofisiologico, un cervello in piena (ri)costruzione, in cui due sistemi crescono a velocità diverse, generando comportamenti spesso difficili da comprendere: quello della ricompensa (che matura precocemente e spinge alla ricerca di novità ed emozioni forti) e quello del controllo cognitivo (più lento, che governa la valutazione dei rischi e la pianificazione).
Cercheremo poi di capire che cosa significa, dal punto di vista psicologico, attraversare questa fase della vita. Tre fili si intrecceranno nel racconto: la ricerca dell'identità, il ruolo del gruppo dei pari. Alla fine dell'incontro, neuroscienza e psicologia si incontrano in un'unica idea: il cervello adolescente non è un cervello adulto rotto o incompleto, ma un cervello progettato per imparare velocemente ed esplorare il mondo. Comprendere questo meccanismo offre a ragazzi e ragazze, e a chi li accompagna ogni giorno (insegnanti, genitori, educatori), gli strumenti per vivere questa fase con più consapevolezza.
Interventi di
Maria Nobile, coordinatrice area di ricerca Psicopatologia dello Sviluppo, presso IRCCS - Istituto Scientifico Eugenio Medea - Associazione “La Nostra Famiglia”, dove è anche Responsabile dell’Unità Operativa "Psicofarmacologia e psicoterapia dello sviluppo ad indirizzo cognitivo comportamentale" e Responsabile Servizio Residenziale Terapeutico riabilitativo per Minori con disabilità complesse - Unità di Psicopatologia dell'Età Evolutiva; docente di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Sigmund Freud University e Humanitas University, Milano.
PAOLA COLOMBO, psicologa, psicoterapeuta e Ph.D., coniuga da oltre vent'anni di esperienza clinica e direzione scientifica di progetti ad alto impatto tecnologico. Responsabile del laboratorio Medea SmartLAB presso IRCCS - Istituto Scientifico Eugenio Medea - Associazione “La Nostra Famiglia”, dove guida la progettazione e lo sviluppo di piattaforme digitali, soluzioni di e-Health e architetture di dati orientate alla prevenzione, allo screening precoce e al supporto diagnostico e terapeutico nel campo della psicopatologia dello sviluppo. Docente universitaria di Psicologia Clinica dello Sviluppo e autrice di pubblicazioni scientifiche internazionali.
A seguire sezione di Q&A dedicata a studenti e studentesse, insegnanti, educatori, genitori.
PRENOTAZIONE classi scuola secondaria di secondo grado: IRSE@CENTROCULTURAPORDENONE.IT
Cercheremo poi di capire che cosa significa, dal punto di vista psicologico, attraversare questa fase della vita. Tre fili si intrecceranno nel racconto: la ricerca dell'identità, il ruolo del gruppo dei pari. Alla fine dell'incontro, neuroscienza e psicologia si incontrano in un'unica idea: il cervello adolescente non è un cervello adulto rotto o incompleto, ma un cervello progettato per imparare velocemente ed esplorare il mondo. Comprendere questo meccanismo offre a ragazzi e ragazze, e a chi li accompagna ogni giorno (insegnanti, genitori, educatori), gli strumenti per vivere questa fase con più consapevolezza.
Interventi di
Maria Nobile, coordinatrice area di ricerca Psicopatologia dello Sviluppo, presso IRCCS - Istituto Scientifico Eugenio Medea - Associazione “La Nostra Famiglia”, dove è anche Responsabile dell’Unità Operativa "Psicofarmacologia e psicoterapia dello sviluppo ad indirizzo cognitivo comportamentale" e Responsabile Servizio Residenziale Terapeutico riabilitativo per Minori con disabilità complesse - Unità di Psicopatologia dell'Età Evolutiva; docente di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Sigmund Freud University e Humanitas University, Milano.
PAOLA COLOMBO, psicologa, psicoterapeuta e Ph.D., coniuga da oltre vent'anni di esperienza clinica e direzione scientifica di progetti ad alto impatto tecnologico. Responsabile del laboratorio Medea SmartLAB presso IRCCS - Istituto Scientifico Eugenio Medea - Associazione “La Nostra Famiglia”, dove guida la progettazione e lo sviluppo di piattaforme digitali, soluzioni di e-Health e architetture di dati orientate alla prevenzione, allo screening precoce e al supporto diagnostico e terapeutico nel campo della psicopatologia dello sviluppo. Docente universitaria di Psicologia Clinica dello Sviluppo e autrice di pubblicazioni scientifiche internazionali.
A seguire sezione di Q&A dedicata a studenti e studentesse, insegnanti, educatori, genitori.
PRENOTAZIONE classi scuola secondaria di secondo grado: IRSE@CENTROCULTURAPORDENONE.IT
Giovedì 15 ottobre 2026, ore 17.30-19.00
IL CERVELLO VULNERABILE
Smartphone algoritmi e IA: le tecnologie come rifugio emotivo
La vulnerabilità non appartiene a una sola fase della vita, ma assume forme diverse nel corso dell’esistenza. Nell’età adulta, solitudine, stress, crisi e transizioni possono aumentare il bisogno di trovare forme immediate di regolazione emotiva. Tecnologie digitali, social media, gaming e, sempre più, sistemi di intelligenza artificiale possono diventare spazi di distrazione, conforto e connessione, ma anche favorire modalità problematiche di utilizzo e nuove forme di dipendenza comportamentale. L’intervento esplorerà questi meccanismi, interrogandosi sul confine tra tecnologia come risorsa e tecnologia come rifugio emotivo.
MARCELLO TURCONI, neuroscienziato e divulgatore scientifico, in dialogo con
A seguire dibattito con interventi liberi da parte del pubblico.
Giovedì 22 ottobre 2026, ore17.30-19.00
LONGEVITÀ ATTIVA E SALUTE DEL CERVELLO
Conoscere i fattori di rischio del decadimento cognitivo
e promuovere un invecchiamento informato e partecipato
Che cosa succede al nostro cervello e alle nostre capacità cognitive con il passare degli anni? Invecchiare è un processo naturale e complesso, che non coincide necessariamente con la malattia o con il decadimento cognitivo. Esploreremo i principali cambiamenti cognitivi legati all’età e i meccanismi che consentono al cervello di adattarsi e compensare, introducendo innanzitutto il concetto di riserva cognitiva, presentando i principali fattori di rischio del decadimento cognitivo, insieme alle strategie di prevenzione oggi disponibili. Dall’attività fisica alla stimolazione cognitiva, dall’alimentazione alle relazioni sociali, fino agli interventi strutturati di prevenzione, l’obiettivo è mostrare come l’invecchiamento non sia una condizione da subire, ma un percorso attivo sul quale è possibile intervenire, valorizzando le possibilità di adattamento e benessere lungo tutto l’arco della vita.
Marcello Turconi, neuroscienziato e divulgatore scientifico, in dialogo con
Laura Veronelli, ricercatrice in Neuropsicologia e Neuroscienze Cognitive presso il Dipartimento di Psicologia dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca. La sua attività scientifica è dedicata allo studio dell’invecchiamento sano e patologico, con particolare attenzione alla promozione della longevità attiva e del benessere cognitivo, al ruolo della riserva cognitiva, e allo sviluppo di strumenti per individuare precocemente cambiamenti cognitivi percepiti durante l’invecchiamento. È inoltre referente scientifica del progetto “ActiLong,” vincitore dell'ultima call di BiUniCrowd e sostenuto da Fondazione di Comunità Milano, che propone lo sviluppo di una piattaforma digitale integrata per promuovere la longevità attiva e sostenere i caregiver di persone con decadimento cognitivo.
A seguire dibattito con interventi liberi da parte del pubblico.
Marcello Turconi, neuroscienziato e divulgatore scientifico, in dialogo con
Laura Veronelli, ricercatrice in Neuropsicologia e Neuroscienze Cognitive presso il Dipartimento di Psicologia dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca. La sua attività scientifica è dedicata allo studio dell’invecchiamento sano e patologico, con particolare attenzione alla promozione della longevità attiva e del benessere cognitivo, al ruolo della riserva cognitiva, e allo sviluppo di strumenti per individuare precocemente cambiamenti cognitivi percepiti durante l’invecchiamento. È inoltre referente scientifica del progetto “ActiLong,” vincitore dell'ultima call di BiUniCrowd e sostenuto da Fondazione di Comunità Milano, che propone lo sviluppo di una piattaforma digitale integrata per promuovere la longevità attiva e sostenere i caregiver di persone con decadimento cognitivo.
A seguire dibattito con interventi liberi da parte del pubblico.
Ingresso gratuito
Attestato di frequenza su richiesta
Dibattito con interventi liberi







