Premio Speciale CICP
del Centro Iniziative Culturali Pordenone
Tictintiritic-tinc
a Fabio Bertozzi e Agnese Romano' di Pesaro
Accademia delle Belle Arti di Brera (Milano)
Un video minimale ed efficace ci dice della vita attraverso i messaggi analogici della danza. Una ballerina si muove secondo un ritmo tutto interiore, spezzato e frammentato in mille attimi come il tempo dell’anima: il suo corpo scopre lo spazio, cerca di conoscerlo brano a brano grazie al movimento che aspira all’armonia. In realtà, in quella stanza-palcoscenico è messa in scena la nostra contraddittoria esistenza che ora vitale si espande nel mondo, ora invece si contrae in se stessa, nel proprio balbettante isolamento.
Lo spazio di una stanza è il palcoscenico, lo spazio vitale in cui si muove una ballerina. Il suo corpo sinuoso scopre a poco a poco l’ambiente nel quale si trova, focalizza l’attenzione con i suoi movimenti studiati, costruisce una sua speciale e armonica coreografia. Il costume stesso della ballerina è stato costruito come qualcosa di artistico, incompleto, e ben si accompagna ai passi della protagonista, che si muove ad un ritmo anch’esso ricercato per far risaltare l’armonia del suo corpo.
La coreografia è costruita in modo che la ballerina esplori lo spazio, lo faccia proprio, con la curiosità di chi incontra il nuovo, ma anche con il timore e la diffidenza che questo può suscitare: insomma, una metafora di ciò che succede nella vita. La musica accompagna perfettamente i movimenti del corpo, segue i momenti in cui la protagonista conquista lo spazio, come quelli in cui sembra ritirarsi in se stessa, senza che la tensione del narrato cali, anzi, con un invito a seguire che cosa succederà poi. La scoperta del mondo è fatta attraverso l’apparizione di alcuni oggetti, che la ballerina usa anche in modo improprio, come può accadere a chi è stupito dal piacere di una nuova scoperta. Così il filo del telefono si trasforma in uno strumento da suonare con una chiave. Il tutto è molto elegante, e le trovate dello sdoppiarsi e triplicarsi del corpo si inseriscono con efficacia nell’armonia che comunque la danzatrice sa esprimere.