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Non tentarmi

Premio Speciale Centro Iniziative Culturali Pordenone

Alessandro Seidita e Joshua Wahlen
Facoltà di Lettere e Filosofia – corso di laurea in Filosofia Teoretica
Università degli Studi di Torino

Un volto che buca lo schermo, con il suo sorriso curioso, con il suo stupore infantile davanti all’obiettivo della telecamera: questo è il protagonista di un’opera che è molto semplice, e nella sua essenzialità di mezzi e di parole svela tutta la sua efficacia espressiva. Di fronte all’uomo c’è solo questa piccola telecamera, dal costo di 800 euro, cosa che colpisce il protagonista, un madonnaro che offre i suoi umili componimenti di gessetti colorati sul selciato di una via centrale di Torino. E 800 euro sono qualcosa di irraggiungibile, un’aspirazione lontana solo per poter tenere in mano qualcosa che possa far vedere il mondo con altri occhi, raggiungendo luci lontane. Ed è proprio l’immediatezza delle parole di questo madonnaro che colpisce, mentre la sua faccia buffa e ingenua, incorniciata da un berretto rosso, ci porta in un altro mondo, fatto di difficoltà quotidiane da affrontare con due genitori anziani. L’aspirazione dell’uomo è quella di possedere una telecamera come quella di chi sta facendo le riprese, ma non è un desiderio materiale: a lui servirebbe per riprendere le luci lontane delle case, ancor meglio se si arriva a cogliere la bellezza della luna, confondendo un po’ l’obiettivo della telecamera con quello di un telescopio. Il suo sguardo fa riflettere, perché va all’essenzialità delle cose, cogliendo forse un lato poetico della realtà. Coerente è la ripresa, che è semplice, diretta, senza il minimo effetto speciale, come essenziale è il volto del protagonista, un uomo lontano dal mondo dei consumi, capace di incantarsi di fronte alla luce della luna.

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