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Nuovi stili di vita. In un mondo che cambia

Tempo di crisi
laboratorio di speranza

Si impongono scelte di fondo per relazioni diverse e presenze
più significative in una realtà e un tempo che impongono
di continuo scenari mutevoli che possono essere anche allarmanti.
Vita personale, di famiglia, di lavoro, di società, di chiesa,
di umanità: tutto si tiene. Ogni donna e ogni uomo può
e deve fare la sua parte, incominciando con il cambiare
i propri stili di vita, impostandoli nel segno di gioia e pace.
Soprattutto in ambiti fondamentali come: vita affettiva,
lavoro e tempo libero, debolezza e sofferenza,
educazione e cultura, economia e cittadinanza.

Il senso di un percorso. Vogliamo parlare di un mondo che
cambia prendendo spunto da alcuni dati fornitici dalla sociologia
ma su cui anche veniamo bombardati, soprattutto dai
mass-media. Cercheremo, però, di cogliere spunti positivi. Ma
come riuscire a trovare input di speranza dagli elementi negativi
di cui tutti parlano, di solito fermandosi nel loro discorso
a quella che gli scolastici definivano la «pars destruens»? Ma
può esserci una «pars construens»? Che possibilità di speranza
e di positività si possono cogliere nelle realtà di persone e
società di oggi? Una vera sfida per la nostra riflessione. Per
emergere come persone di speranza, pur in un buon esercizio
di razionalità; perché anche nell’esperienza della fede religiosa
bisogna ragionare; per non essere fideisti, ma autenticamente
credenti.
Solo un primo passo, comunque, per poi dire come vivere e
comunicare speranza, secondo stili di saggezza e di positività
espressi nel quotidiano e quindi non solo ogni tanto. E poi
vedere come indirizzare la realtà ordinaria, di tutti i giorni, a
una felicità possibile, per noi e per gli altri. Sarebbe, del resto,
illogico e addirittura immorale – anche secondo il Vangelo che
radica la sua etica nelle Beatitudini – parlare di saggezza, positività,
speranza prescindendo da un orizzonte di gioia possibile,
«sostenibile», come si suole dire oggi.
Dopo questa premessa, vorrei svolgere la riflessione sulla speranza
in tre momenti. In un primo tenterei di discernere quali
oggi possono risultare i segnali di urgente bisogno di speranza;
segnali non necessariamente esplicitati come voglia di speranza.
Fatti e situazioni, tuttavia, che in qualche modo richiamano
esigenze di risalita, di rilancio. Segnali che, secondo me,
devono essere colti, capiti, assecondati per venire valorizzati
come impulsi alla speranza. In un secondo passaggio vorrei
concretamente indicare in quali atteggiamenti pratici debba
esprimersi la speranza. Infine, vorrei indicare qualche ambito
specifico in cui c’è particolare bisogno di testimonianze di
questo atteggiamento esistenziale positivo e rivitalizzante.


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