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Zuccheri & Zuccheri
Natura e poesia

Inaugurazione sabato 24 novembre 208, ore 17.30

da sabato 24 novembre 2018 a domenica 24 febbraio 2019
Galleria Sagittaria Pordenone
Centro Culturale Casa A. Zanussi

[...] Zuccheri & Zuccheri, Natura e Poesia mette in primo piano due protagonisti assoluti dell’arte che si è fatta nel nostro territorio, due protagonisti certo non sconosciuti, né qui né a livello nazionale: e tuttavia moltissimo hanno ancora da dirci e molto c’è ancora da scoprire e da pensare attorno alla loro arte e alla loro poesia.
Molti dei pastelli di Luigi Zuccheri, cioè il padre, sono inediti, e vengono qui esposti per la prima volta; i dodici pezzi in vetro e altri materiali del figlio, cioè Toni Zuccheri, ben raramente si sono potuti vedere pubblicamente, e soprattutto mai si sono visti insieme ai lavori del padre, per confrontarne affinità, diversità e bellezza.
Ci pare che già questo renda fuori del comune la mostra che oggi il Centro Iniziative Culturali Pordenone è molto lieto, e anche orgoglioso, di presentare. [...]

Maria Francesca Vassallo
Presidente Centro Iniziative Culturali Pordenone

454a mostra d’arte dal 24 novembre 2018 al 24 febbraio 2019
Dal martedì alla domenica dalle 16.00 alle 19.00
Chiuso 8, 25 e 26 dicembre 2018, 1 e 6 gennaio 2019
Ingresso libero
A richiesta sono previste visite guidate per gruppi
Catalogo in Galleria

[...] Mettere assieme – per la prima volta crediamo – gli straordinari pastelli “animalisti” di Luigi Zuccheri, il padre, e le altrettanto straordinarie sculture “animaliste” - in vetro legno metallo e altri materiali – di Toni Zuccheri, il figlio, era da tempo una sorta di “atto dovuto”, una mostra assolutamente da fare per il pubblico amante della nostra arte, e dell’arte tout court.
I due artisti, intendiamoci, non sono certo degli sconosciuti. [...]
Di questi personaggi, tuttavia, per decenni si capirà a stento la portata simbolica, se è vero che solo nel 1975, in un testo critico di Carlo della Corte, troviamo che essi “spiegavano che il mondo era stralunato e un po’ demente, che la parola della natura inascoltata e disattesa, era parola di armonia e di equilibrio”, e che, a osservare “certi lumaconi giganti strisciare sul terreno fangoso” il critico veniva come preso da un brivido, e Zuccheri gli appariva allora come “un profeta disarmato, o armato della sola canna da passeggio”.
Anche su Toni Zuccheri sono stati scritti dei testi critici importanti, ma soprattutto egli, lavorando per il vetro e le fucine di Venezia, ha potuto presentare le sue opere in molte città del mondo, rivelando e contemporaneamente superando il suo rapporto con il lavoro del padre: con il quale condivide l’attenta osservazione del fatto naturale, da lui poi tradotto non tanto in atmosfere, quanto in oggetti che hanno una sorta di “fuoco interno” che li conduce ad una definizione formale limpida e nello stesso tempo necessaria, capace di rendere contemporaneamente la varietà e tuttavia la necessità dei ritmi della vita naturale.

A cura di Giancarlo Pauletto

 

Luigi Zuccheri è nato a Gemona del Friuli nel 1904, è morto a Venezia nel 1974.
Studente, interrompe gli studi letterari per dedicarsi alla pittura sotto la guida dei maestri veneziani Milesi e Martina, che lo influenzano nel primo periodo del suo lavoro.
Dopo un soggiorno a Parigi tra il ’29 e il ’30, negli anni successivi e fino al 1943 abita a San Vito al Tagliamento, dove porta a maturazione la sua maniera artistica, elaborando quella favolosa tematica “animalista” che gli ha dato notorietà in Italia.
Finita la guerra vive tra San Vito e Venezia, partecipa nel 1950 alla Biennale.
L’artista ha un folto curriculum di mostre personali e collettive in città quali Venezia, Trieste, Firenze, Roma, Torino, Verona, Genova, New York, Milano.
La sua arte è stata oggetto, a partire dall’antologica organizzata nel 1982 dal Comune di Pordenone, di un’ampia rivisitazione critica, la quale ha più compiutamente messo in luce il suo mondo poetico, che ha del teatrale, dell’onirico, che esprime volentieri ironia e gioco, ma anche ansia e inquietudine psicologica.
Oltre che dipingere e disegnare, Zuccheri ha praticato anche la scultura, gettando in bronzo molte vivide figure di animali.

 

Toni Zuccheri, figlio di Luigi, è nato a San Vito al Tagliamento nel 1936, ivi è scomparso nel 2008.
Architetto e designer, si dedica alla crezione di oggetti in vetro, legno, metallo e altri materiali, lavorando con notissime imprese del settore, Venini, Barovier e Toso, de Majo, Seguso Viro.
Espone le sue opere in Italia e all’estero: oltre che a Venezia, tra l’altro a Milano, Parigi, Londra, Darmstadt, Padova, Verona, New York.
Tra le tante realizzazioni c’è, nel 1981, la “Fenice d’oro” per la Mostra del Cinema di Venezia, nel 1989 la “Reggiani light Gallery” a New York.
Espone nel 1999 l’Albero delle stagioni a Palazzo Ducale, riceve nel 2003 il premio “Rotary International”.
Specialmente note ed apprezzate sono le sue creazioni in vetro e altri materiali dedicate agli animali: galli e galline, falchetti upupe e civette, anatre e pesci, pavoncelle e falchi, animali di campagna e di palude, di fiume e di laguna: ricreati con straordinaria fecondità inventiva, con una sensibilità che tiene conto sia dell’apparenza naturale del soggetto che viene trascelto, come di una essenzialità formale che dà perfetta unità alla creazione plastica.
 

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